[Milano Film Festival] Ztracenà dovolenà (Lost Holiday) [lungometraggio]

Lucie Králová, Repubblica Ceca/Cina/Svezia, 2007, 35mm, 84′
Un detective documentary alla ricerca di sei uomini cinesi. Una valigia ritrovata in Svezia. Sospetti, ricostruzioni, televisioni.

Storia interessante ed originale della ricerca di un gruppo di uomini, turisti o uomini d’affare, apparentemente svaniti nel nord Europa, tra il disinteresse generale.

In realtà però approda a poco, e il film non da alcuna risposta e pone poche domande, la più interessante ed esplicita (Riusciranno mai Europa e Asia a capirsi davvero?) appena accennata e che rimane sul vago.

Mi sono addormentato, decisamente perdibile.

[Milano Film Festival] Rusalka (Mermaid) [lungometraggio]

Rusalka (Mermaid), Anna Melikyan, Russia, 2007, 35mm, 115′
La storia di una sirena metropolitana, un film d’acqua, di grattacieli e di sabbia presentato dal direttore della fotografia Oleg Kerichenko

Il film racconta una bella storia di vita, d’amore e di materialismo, con una trama forse non originalissima ma comunque convincente. Simpatici i personaggi, dalla protagonista al principe azzurro che anziché promettere la luna la vende, all’amica paralitica ma piena di vita. Mescola momenti di tensione e pathos a momenti decisamente leggeri, arrivando a strappare una risata e un applauso di parecchi secondi a scena aperta.

Molto surreale ma in modo tutto sommato realistico: la protagonista trae ispirazione dalla televisione, ma soprattutto è la pubblicità, onnipresente nella Mosca che è lo sfondo della storia, che sembra parlarle e darle spunti e suggerimenti perfettamente adatti ai suoi stati d’animo.
Bella la fotografia, che alterna scene con colori molto saturi legati in particolare ad alcuni personaggi, ad altre desaturate, a un look “cross-processed” per i sogni.

Il film ha già vinto il premio della critica a Berlino e una nomination al Sundance. Andate a vederlo (secondo passaggio: martedì 16 alle ore 15)!

fanatismo o follia?

Dice un pastore protestante, a riguardo della Palin (candidato vicepresidente americano a fianco di McCain), che il suo passato religioso viene sottovalutato e che il partito stia cercando di minimizzarlo perché potrebbe essere imbarazzante.

E cosa ci sarà mai di imbarazzante ad essere pentecostali? Cioè a parte essere convinti di essere posseduti dallo spirito santo che ti fa parlare lingue che non conosci, e credere che il mondo finirà in un cataclisma finale (che come vicepresidente avrà il potere di causare)?
E io che pensavo che la Palin fosse una bigotta. Invece no, è completamente pazza, una fanatica folle fondamentalista. Che bello…

Mi viene in mente un vecchio post di Ugo Cei, che era riferito a Huckabee ma andrebbe benissimo per la Palin:

There is a man of power in the world, who is a raving lunatic, a racist, a homophobe, and a religious fanatic. If things go according to the will of his followers, he might soon be at the command of a nuclear arsenal.

prove tecniche di guerra fredda

Dunque, facciamo il punto della situazione, che più si delinea più si fa complicata.
scusate se non riporterò fonti; sono tutte notizie pubbliche desunte dalle solite fonti varie, ma anche se fossero solo congetture e ipotesi, a mio vedere meritano attenzione, almeno come “caso pessimo”.

La Georgia è il paese più vicino all’occidente ed in particolare agli Stati Uniti di tutta l’Asia centrale; oltre a ricevere aiuti economici, ha supporto militare di vario tipo, da forniture di aerei e altri armamenti americani, alla presenza di numerosi “consulenti” militari. L’offensiva georgiana non può essere avvenuta senza la completa conoscenza, e qualcuno dice appoggio esplicito, delle forze armate americane, ed entrambi avevano ben chiaro dai precedenti scontri dell’inizio degli anni ‘90 che la reazione russa sarebbe stata pronta e violenta.
Read more

« go backkeep looking »